Santi o diavoli, faccia lei. Se
i corpi senza testa sono detti acefali, quella che segue
deve essere necessariamente una galleria o meglio, una vasca
piena di cefali. Non sembrano pesci però. Si, è vero, la fissità degli
sguardi, la loro naturale inespressività li rende simili
a stolidi pescipalla curiosi dietro al cristallo dell’acquario.
Ma quell’aria quasi malevola e a guardar bene grifagna
li avvicina, alfine, all’uomo e anche alla donna. Che
si tratti di pesci o di umani, và riconosciuto che in
quella certa inquietudine del loro porsi, si rispecchia una
non proprio cristallina condotta di vita che rende questi soggetti
pericolosi, probabilmente più per se stessi che per
noialtri, ma in ogni modo da evitare, almeno fino a quando
l’obbligatoria analisi non riesca a svelare fino in fondo
la loro precisa natura. Una natura certamente contaminata da
qualche tara e spesso alimentata da vizi, fissazioni, manie
ed eccessi riconducibili a urgenze improvvise o a straordinari
appetiti scatenati talvolta anche da perniciose abilità.
Mostri o vittime. Certamente manifesti degli oscuri sintomi
dei malesseri del nostro tempo.
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