LA SPALLA COTTA

Non per merito del solleone. La guerra è guerra. E quando tocca comandare il fatto è scuro, si deve dare l’esempio e sudare è vietato. Alla testa delle legioni tebane,il prode Sansecondo sfida le ire dei tracotanti romani, è sconfitto e s’immola. Del suo martirio si conserva come reliquia il sapido prosciutto cavato dalla sua spalla destra e cotto su legni ricchi di umori.

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