Quando due dimensioni non bastano più bisogna aggiungerne
un’altra per ottenere un tuttotondo di fandonia che
quasi intenerisce: delizie che anche a girarle da ogni lato
non si riesce a trovarne il verso giusto.
C’è un cavalluccio marino assai solerte che
vuole convincere un mummietta recalcitrante a fare la statua
equestre e la cara Santa Rosalia con una vezzosa perlina
di turchese falso e la spilla di San Benedetto.
C’è un Pinocchio piuttosto tradizionale senza
giunture nelle braccia e nelle gambe. Il cappello di mollica
di pane, mangiato dai tarli, è stato sostituito con
uno fatto di carta di giornale, anche se il ligneo burattino
non ha ancora imparato a leggere. E per quello sta seduto
su un abbecedario d’epoca miniaturizzato con tanto
di segnalibro e rosa rossa senza spine.
Direttamente in arrivo da lontano, ecco il Mago salato, salmastra
reliquia senza arte né parte e ancora, da antichi relitti
perduti nelle profondità marine, il Pupo di mare e la
Sirena Sina dal grande seno. Di Pinocchio c’è anche
l’inquietante tombetta, tanto lui rivivisce nella fantasia
di tutti noi. E ce ne sono quanti altri ne servono e quanti
se ne vogliono sognare. |